Gennaio (G. Altomonte)

Per la fredd’aura va l’acuto fischio

d’un vento infido che perenne dura

e cade lento in piccolo nevischio

mentre che il cielo un adro velo oscura.

 

E di pagliuzze tenerelle un mischio                                    5

rotan per l’aria, varcano le mura,

e gracchia il corvo che non teme il rischio

del gel del verno e de la neve pura.

 

Son solo e ho freddo… oh com’è triste e amaro

questo nudo stanzino in cui s’annida                                    10

l’ala gelata del crudel Gennaro!

 

E mentre vago del inondami il dolore

e la tristezza, mia compagna fida.

onde di rime erompono dal core.

 

Gennaio: III, 178 – 27 Gennaio 1904. Sonetto, schema: ABAB ABAB CDC EDE. Vs. 4 adro variante poetica di atro usata soprattutto in rima. Vs. 11 Gennaro è esito siciliano del nesso -rj- del lat. Ianuarius. Vs. 12 del, oltre a non avere senso, rende il verso ipermetro, per cui sono propenso semplicemente a non leggerlo, lasciando che vago si riferisca a dolore. Inondami è enclisi facoltativa arcaizzante, che contravviene alla legge di Tobler e Mussafia circa l’enclisi della particella pronominale ad inizio di verso. Con il sost. tristezza, inoltre, il verbo e l’agg. reggenti creano una sorta di zeugma. Vs. 13 il punto a fine verso è probabilmente un refuso tipografico. Vs. 14 core è forma utilizzata molto da Corazzini e qui prevalente (anche se più avanti si ritrova cuore).

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