Lettera uperta a un creditore (A. Casali)

Si voi v’azzarderete ’n’antra vorta,

a venimme a scoccià senza raggione,

ve dò ’na tortorata sur groppone

e ve metto de fora de la porta!

 

Guardate ’n po’ mannaggia san mucchione                        5

si che s’ha da vedè! – Pe’ falla corta,

ve torna mejo assai sor cianca storta

a pià quarche dun’antra direzione!

 

Potete comincià puro a scordavve

de li quatrini, intanto ’un ve do gnente,                        10

manc’un sordo, ve possin’ammazzavve!

 

Nun ce venite a fà la gatta morta!

Ma nun ve vergognate de la gente?

Ve possin’ammazzavve ’n’antra vorta!…

Lettra uperta a un creditore: sta in I, 6 – 6-7 Giugno 1902. Sonetto, schema: ABBA BAAB CDC EDE. Vs. 5 san mucchione il Chiappini (op. cit.) spiega semplicemente: “Santo immaginario (a cui si può imprecare senza peccato).” Vs. 7 il vocativo sor cianca storta non è inserito tra virgole. Vs. 8 quarche dun’antra anziché la forma sintetica maggiormente diffusa. Direzione anziché col raddoppiamento come raggione al vs. 2. Vs. 10 do anziché do probabile refuso.

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Un’acconto (A. Artibani)

Stavo a rifucillamme er gargarozzo,

quant’ecchete che sento ’na bussata,

Opro la porta e vedo la tarmata,

que’ la marca che dà li sordi a strozzo.

 

Ê un ber pezzetto fece lei che abbozzo,                        5

ormai ce credi che me so stufata;

a me gnisuno me s’è aripassata,

già la pazienza m’è arivata ar gozzo.

 

Capisco ce lo so, so’ tempi brutti,

ciai moje e fij e a guadambià sei solo,                        10

ma armeno adesso pagheme li FRUTTI!

 

L’unica vorta che me persuase!

mannai mi’ moje giù dar fruttarolo

a compraie du’ sordi de cerase!

Un’acconto: sta in I, 4 – 30-31 Maggio 1902. Sonetto, schema: ABBA ABBA CDC EDE. Notare Un’ nel titolo, probabile refuso. Vs. 2 quant’ecchete è uso di tipo meridionale invece del più romano quann’ecchete. Vs. 4 que’ la la forma analitica è forse uso del poeta (cfr. vs. 12 sonetto precedente). Vs. 3 opro è uso letterario dell’Italia centrale. Tarmata, secondo il Chiappini (op. cit.): “Vaiolata, butterata.” Vs. 4 secondo Mario Adriano Bernoni, Voci romanesche, origine e grafia, Edizioni “Lazio ieri e oggi”, Roma 1986, pp. 192: Marco, nome di persona trasformato in appellativo con valore di “tipo curioso”, “figuro”, “bellimbusto”. Qui sostantivato al femminile. Vs. 5 ê probabile refuso. Notare la mancanza delle virgole prima e dopo fece lei.