Er bastone… sedia (M. D’Antoni)

Un certo sor Giuvanni Leccamano,

ha fatto mo a Ginevra ’n invenzione

che poi formà ’na sedia co’ un bastone

e poi portallo tutto er giorno in mano.

 

Lo vo fa crompà a tutti piano                                    5

così da’ regazzino ar più babbione

ce ponno improvisà un ber sedione

e lì… sdrajasse mejo d’un surtano.

 

Questa invenzione è robba da nun crede

sortanto pe’ la gran commodità                        10

che ciavrà l’omo pe’ mettesse a sede.

 

’Na vorta se diceva pe’ scherzà:

«Ma vatte a mette a sede s’un bastone»

Adesso invece ognuno ce po’ annà.

Er bastone… sedia: sta in II, 121 – 11 Luglio 1903. Sonetto, schema: ABBA ABBA CDC DBD. Vs. 2 mo anziché mò, probabile refuso. ’N invenzione senza apostrofo, probabile refuso. Vs. 5 ipometro; posso supporre la mancanza di un altro avverbio piano rafforzativo dell’altro. Vs. 7 dialefe tra improvisà un. Vs. 11 mettesse invece di mettese sposta l’accento avanti di una sillaba; potrebbe trattarsi sia di refuso che di scelta poetica.

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Ideali moderni (U. Bottoni)

Forse dirai che sono una civetta

e che il mio cuore è fatto come il fuoco,

che vuoi che ti risponda? è una disdetta…

pur io non vorrei far simile giuoco.

 

Forse due mesi ti sembreran poco,                                    5

dirai che un nuovo amor l’anima alletta

una bimba mi chiamerai dappoco,

ma che vuoi farci? sono maledetta…

 

Vedi, lo giuro sopra il nostro Dio

ch’ho amato in vita mia, credi, te solo                        10

e mi dispiace proprio dirti addio;

 

O, misteri del cuor, d’un viver gramo!

un dì t’amavo… ma mi ci consolo…

ed ora? ed ora, invece, più non t’amo!

Ultimo convegno: sta in III, 257 – 29 Ottobre 1904. Sonetto, schema: ABAB BABA CDC EDE.