Autunnalia (U. Bottoni)

Quando mi penserai, bimba adorata,

Nel tramònto di un giorno decembrale,

La mia povera vita consumata

Riposerá nel buio sepolcrale?

 

Lo stormio delle fronde, la spogliata                                    5

Natura, il fosco vento autunnale

Ti saprá raccontar come t’ha amata

E porterá dal Camposanto un vale.

 

Pensa che t’amo sempre bimba mia,

Pensa che in ciel t’attendo e pensa pure                        10

che mi rode nel cor la gelosia.

 

Pensa che ti sorveglio, bimba cara,

che soffro mille oribbili torture

nell’antro misterioso de la bara!

Autunnalia: sta in III, 248 – 28 Settembre 1904. Sonetto, schema: ABAB ABAB CDC EDE. Vs. 2 in tramònto l’accento è forse refuso. Vs. 6 dialefe dopo natura. Vs. 4 riposerá è forse refuso per riposerà, così come saprá e porterá ai vs. 7-8. Vs. 13 oribbili è probabile refuso per orribili.

Maggio (G. Bonaventura)

Nei roridi prati

tra i pallidi fiori

si narran gli augelli

leggende d’amori.

Tra i folti pineti                        5

ai raggi del sole

germoglian le rose,

fioriscon le viole.

È pace e silenzio

nel bosco rosato                        10

è gioia è fulgore

per tutto il creato.

Il sole risplende

di vivido raggio

germoglian le rose                        15

è il mese di maggio.

Vibrando giulive

le liete campane

risuonan per l’aria

lontane, lontane.                        20

Nei roridi prati

tra i pallidi fior

si bacian gli augelli

si parlan d’amor.

Maggio: sta in III, 206 – 3 Maggio 1904. Sei quartine di senari correlati da rime identiche (prati-prati vs. 1 e 21; fiori-fior vs. 2 e 22; augelli-augelli vs. 3 e 23; amori-amor vs. 4 e 24; rose-rose vs. 7 e 15; in questi casi sono identici o quasi identici gli interi versi), da rime ricche (raggio-maggio vs. 14 e 16) e da assonanze. Vs. 8 viole è bisillabo. Vs. 12 creato è trisillabo. La prima e l’ultima quartina fanno da ripresa in apertura e chiusura, con la differenza che i vs. 22 e 24 sono senari tronchi.