Cinematografo a projezione animate! IV (Er Duchino)

Pseudonimo di Luigi Benvenuti (1872-1919), fu impiegato e anche attore. Collaborò anche a «Rugantino», «Ghetanaccio de Borgo», «Il Messaggero». Nel 1902 pubblicò un poemetto in sestine intitolato Pe’ Trestevere (Possenti, op. cit. vol. I p. 78).

Te pare da vedè villa Corsini!…

È matina abbonora; da un viale,

tre signorine assieme a du’ paini…

sbucheno fora… imboccheno er piazzale,

 

e… sotto l’ombra poi de certi pini…                                    5

fanno tappa!… Lì, scarteno un giornale

co’ drento: ciambellone e bruscolini…

spartischeno er filone… in parte uguale…

 

poi, senza cerimogne e nè reprìca

je danno sotto a chi se fà più onore,                                    10

de nun lassacce manco ‘na mollica!…

 

’Nder mentr poi ch’er diggiunè stà ar frutto…

’na signorina, smiccia er genitore

e, come un lampo, sciiiiiiii sparisce tutto!

(Continua)

Cinematografo a projezione animate!: sta in I, 37 – 23-24 Settembre 1902. Sonetto, schema: ABAB ABAB CDC EDE. Il sonetto è numerato, ma in realtà non ho trovato né precedenti né prosecuzioni di questa rubrica. Vs. 2 viale trisillabo. Vs. 3 paini trisillabo, paìno è il giovinotto borghese che veste alla moda, elegante e cortese; in senso ironico significa anche “bellimbusto”. Vs. 9 e forse è refuso. Vs. 11 de probabile refuso per da. Vs. 12 mentr refuso per mentre. Purtroppo non sono riuscito ad identificare il film di cui sta parlando l’autore.

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Le vittime dell’alcoolismo (P. Belloni)

Nato nel 1881, romano, fornaio presso S. Francesco a Ripa. Studente appassionato di tutto ciò riguardasse Roma, si dedicò al Belli e alla “filologia dialettale”, iniziando lui stesso a comporre versi in vernacolo. Pubblicò il suo primo componimento sul «Rugantino» del 1899. Nel 1927 verrà inserito dal Veo nella sua antologia dei poeti romani. Nel 1909, presso Befani, il Belloni pubblicò un poemetto scherzoso intitolato La Divina Commedia e nel 1919 uscì di nuovo con Voce Trasteverina. Fu fecondo ed efficace poeta in cispatano, nonché studioso del dialetto romanesco, al punto di pubblicare nel 1957 una raccolta di Voci Romanesche facendo aggiunte consistenti al primo vocabolario del dialetto di Roma, quello del Chiappini (op. cit.). La curiosità è che questa raccolta di schede linguistiche fu pubblicata a Lund, in Svezia, grazie alla collaborazione del prof. Hans Nilsson Ehle. Morì nel 1963 (Possenti, op. cit. vol. I pag. 252).

Impressioni vedute al cinematografo  – 1

La famija de Giggi lo stagnaro

Era la più stimata de l’urione;

E de ’sti tempi, caso più che raro,

Godeveno ’na gran riputazzione.

 

Lì mai, ’na lite e gnisun pianto amaro:                        5

Sempre sorisi, sempre ’n’affezzione…

Un cantone de celo paro paro

I’ mezzo a ’sto monnaccio birbaccione…

 

C’era quela boccetta de Nunziata,

Madre de Giggi, Tuta la su’ sposa,                                    10

Che nun so di’ chi fusse la più amata;

 

Li du’ fijetti: Cosantino e Rosa…

Oh, mo che la famija è presentata,

Sentite si che storia dolorosa.

Le vittime dell’alcoolismo: sta in I, 16 – 11-12 Luglio 1902. Tre sonetti, schema: ABAB ABAB CDC DCD. Riprende il titolo di un film muto del quale si ha notizia grazie all’opera di Aldo Bernardini, Cinema muto italiano, 3 voll., Laterza, Roma-Bari 1980 (qui al vol. 1 pag. 255), il quale ci informa che il film fu prodotto dalla casa Pathé-Zecca nel 1902 e girato in Francia col titolo Les victimes de l’alcoolisme. La prima proiezione italiana si ebbe a Firenze nel giugno dello stesso anno, presso la sala Edison. È possibile che il Belloni lo abbia visto in una delle tre sale provvisorie allora attive a Roma, vale a dire: Sala Iride, Stab. Cinematografico Eden e il Caffè-Concerto Olympia (quest’ultimo aprì nel mese di maggio). Parte I vs. 2, urione secondo il Bernoni (op. cit.) “[…]non è che una storpiatura plebea di Rione” dovuta probabilmente all’uso meridionale di lo Rione, con successiva concrezione dell’articolo. Vs. 5 la virgola è forse refuso. Vs. 8 i’ mezzo invece di in mezzo per assimilazione consonantica e scempiamento. Vs. 9 boccetta secondo il Bernoni (op. cit.) è diminutivo femminile di boccio, che vuol dire “vecchio, persona anziana.” Vs. 10 Tuta sta per Geltrude (Chiappini, op. cit.). Vs. 14 si asseverativo senza accento, probabile refuso per sì.