Danza macabra (F. Brunori)

Tu pure morirai: tu così bella,

Così superba della tua bellezza,

Darai tu pure i grandi occhi di stella

Dei vermi a la carezza.

 

Ci verrai pure tu nel Camposanto,                                    5

Ov’io già dormirò nel sonno eterno,

E dal mio cuore allor salirà un canto

Appreso ne l’inferno.

 

Quando la notte ai morti tanto cara

Calerà densa, priva d’ogni stella,                                    10

Io verrò a te a cercarti ne la bara

E ti dirò: – Sorella,

 

Eri pur vaga allor che le canzoni

Luccon d’April nell’occhio tuo fatale,

E aveva come un nimbo di visioni                                    15

La fronte tua d’opale:

 

Eri pur bella quando – ti rammenti? –

Ne l’alma un sogno e un ideale in core,

Io ti rivolsi le parole ardenti,

Il cantico d’amore,                                                            20

 

Ma, fredda in volto come chi non vede,

Gettasti al vento il fior del mio pensiero,

E su i venti anni miei, su la mia fede,

Posasti il piede altero,

 

E poi ridesti!… O donna! la coorte                                    25

De i sogni santi de la giovinezza

M’ha seguito nel regno de la morte,

E sogno ancor de baci tuoi l’ebbrezza.

 

Ed ora qui nel gran regno del nulla,

Quaggiù al conspetto de la morta gente,                        30

A lo scheletro tuo, stretto o fanciulla

M’avvinghierò fremente.

 

E il labbro mio dai vermi rosicchiato,

Cercherà il tuo ne la suprema stretta…

Alfin!… qui ne’ la tomba t’ho baciato,                        35

Questa è la mia vendetta!…

Danza macabra: sta in II, 92 – 2 Aprile 1903. Nove quartine di endecasillabi terminate da un settenario, schema: ABAb. Vs. 28 endecasillabo anziché settenario. Vs. 14 luccon potrebbe essere refuso per lucean bisillabo, nel rispetto dei tempi verbali e del significato. Vs. 25 coorte trisillabo.

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