Villeggiature romane (dialetto borghese) – E. Francati

Ar Pincio

 

Se viene gente al Pincio? Si lei vede

Pare propio de stà in villeggiatura;

E come ce si gode la frescura!

Una delizia propio da nun crede.

 

Io, co’ Marietta, ci mettiamo a sede’,                                    5

Gregorio porta a spasso la cratura

E Peppino, che studia la pittura,

Si diverte a schizzare dritto in piede.

 

Giggetta corre appresso a le farfalle

Ida e Fernanda fanno a li cerchietti                                                10

E ir fratelluccio gioca co’ le palle.

 

Alle dieci facciamo colazione,

Poi viene Checco col signor’Aglietti

E s’incomincia la conversazione,

 

II

E poi, nun fò pe’ dì, la sciccheria!

Ci viene l’avvocato in bicicretta,

Quello che fà l’amore co’ Maria,

Ci viene Achille co’ la machinetta

 

Che ci ariprende la fotografia,                                                5

E, uno studente, che fà la burletta

Tanto bene. Se vede che allegria!

E poi, se sà, se ride e si… spaghetta.

 

Sa chi ci viè? Ci viè quell’antipatica

dell’Olga, quella che ci ha il collo secco                                    10

E fa da Tosca a la filodrammatica…

 

Ce l’accompagna il sor Camillo, il zio,

E viene lì pe’ strofinasse a Checco…

Ma è tempo perso perchè Checco è mio!

Villeggiature romane: sta in I, 28 – 22-23 Agosto 1902. Coppia di sonetti, schema: I, ABBA ABBA CDC EDE; II, ABAB ABAB CDC EDE. Parte I, vs. 14 la virgola è probabilmente un refuso per il punto. Parte II, vs. 6 burletta, una piccola farsa.

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L’arabbiatura dell’oste – E. Francati

Eh, Cristo! Un’avventore che barbotta

Da quànno pija i’ mano la forchetta

E smagna, e soffia, e se lamenta e fiotta

Fino che nun se leva la sarvietta,

 

Come quer Cavajere, è una disdetta!                                    5

La pasta? Nonsignora è troppo scòtta

Er sugo? Manco a dillo, pare acquetta:

Abbòzza, abbòzza, un pover’omo sbòtta!

 

Entra è fà: cos’abbiamo? – LI SUPPRÌ

AR TELEFONO, fatti co li fili                                    10

De provatura – Li vole sentì?

 

Se li magna, poi dice: Non son boni!

Qui c’è l’inganno, dove sono i fili?

Che fili? So’ ar telefeno… Marconi!!

L’arabbiatura dell’oste: sta in I, 8 – 13-14 Giugno 1902. Sonetto, schema: ABAB ABAB CDC EDE. Vs. 3 fiotta, Piagnucola (Bernoni, op. cit.). Vs. 9 è probabile refuso per e. Vs. 10 co invece di co’ probabile refuso. Vs. 11 provatura, mozzarella fresca (Vaccaro, Vocabolario belliano, op. cit.). Vs. 14 telefeno, potrebbe trattarsi di un fenomeno di assimilazione vocalica postonica, possibile nel dialetto romanesco.