Tramonto romano (C. Bandini)

da Villa Corsini

Morìa lontano il sol, nel vesperale

languïano i raggi fra gli ombrosi abeti,

lontan, giù per la strada, fra i cerreti

venian le note d’una pastorale.

 

Giù, giù pel piano sterminato, e uguale,                        5

come gigante che si posi e cheti,

Roma tacea; soltanto avean secreti

bisbigli, i fiorellini e le cicale.

 

Moria lontano il sol; scosse dal vento

cadean le foglie sul viale bianco;                                    10

s’ergea l’Eroe di fronte al Vaticano.

 

E di lassù partia solenne e lento,

l’inno augurale del tramonto stanco,

l’inno di lotta del pensiero umano.

Tramonto romano: sta in I, 17 – 18-19 Luglio 1902. Sonetto, schema: ABBA ABBA CDE CDE. Vs. 2 languïano non vuole la dieresi, altrimenti dà luogo ad un verso ipermetro. Probabile refuso. Vs. 9 moria senza accento al contrario del vs. 1, dove occupa la stessa posizione. Probabile distrazione del poeta. Vs. 10 viale è trisillabico. Vs. 11 c’è una nota dell’autore relativa ad Eroe: “S’allude alla statua di G. Garibaldi, esistente al Gianicolo.”

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