Tristitia (A. Casali)

Come un sogno dorato che svanisce

E’ passata la bella gioventù:

E’ annata via pe’ nun tornà mai più:

Tutto passa quiggiù, tutto finisce!

 

Povera gioventù senza soriso,                                    5

Senza ’na gioia, senza ’na carezza,

Tu sei passata, piena de tristezza,

Pe’ scoprimme er dolore sopra ar viso!

 

Sei passata, così, come la morte,

E hai lassato, pe’ sempre drento ar core                        10

E’ ricordo lontano d’un amore

Ch’ho maledetto tante e tante vorte!

 

Povero core, dì, perchè hai sognato

Du’ occhi neri, pieni de finezze?

Dimme: perchè hai sognato ‘ste dorcezze?                        15

Pe’ rimane pe’ sempre addolorato?

 

Hai sognato l’amore immacolato

D’un’anima subrime, affezionata;

Hai sognato ‘na vita innammorata:

Ma… solo er sogno è quello ch’hai provato.                        20

 

Ecco: io, vedo, lassù, un velo nero,

Un velo fitto de malinconia:

Lá, c’è e’ riflesso de la vita mia,

Là cor dolore c’è ’n’antro pensiero!

 

La fontanella, giù, ner giardinetto.                                    25

Cor su’ rumore uguale a ’na carezza,

Pare che m’aricconti la dorcezza

D’una storia d’amore. ’N’arberetto

 

Senza le foje, secco, intisichito,

Pare morto de noja e de stracchezza,                                    30

Quanta malinconia, quanta tristezza:

Tutto è pianto qui giù, tutto è finito!

 

Er monno pare morto immezzo ar gelo,

Su la campagna regna lo squallore!

So’ morte lefarfalle; nun c’è un fiore;                        35

Er sole più nu’ sprenne, su, ner celo!

 

Povere pianticelle inseccolite,

Povere rose, povere viole,

Senza er bacio dorato d’un ber sole

Voi piegate la testa e ve morite!                                    40

 

Così la vita mia, ’sta pôra vita.

Senza er soriso della donna amata,

Se spezza, come voi. abbandonata,

Senza arcuna speranza ne la vita!

 

Un ucelletto, tutto infreddolito,                                    45

Se posa sopra a la finestra mia,

E, cor su canto, ch’è ’na melodia,

Pare che dica: «Quanto sei avvelito!

 

Perchè tutta ’sta gran malinconia?

Perchè tutto ’sto pianto e ’sto dolore?»                        50

Io j’arisponno cor veleno ar core:

«Piagno la gioventù ch’è annata via!»

Tristitia: sta in III, 179 – 30 Gennaio 1904. Tredici quartine di endecasillabi, schema: ABBA… Vs. 4 quiggiù cfr. vs. 32 qui giù. Vs. 13 e 15 sinalefe dopo perchè. Vs. 14 dialefe in du’ occhi. Vs. 21 la virgola dopo io è forse refuso; dialefe dopo ecco. Vs. 23 probabile refuso. Vs. 25 il punto è forse refuso per una virgola. Vs. 35 lefarfalle probabile refuso. Vs. 38 viole trisillabo. Vs. 41 il punto è probabilmente un refuso così come al vs. 43.

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Lettera uperta a un creditore (A. Casali)

Si voi v’azzarderete ’n’antra vorta,

a venimme a scoccià senza raggione,

ve dò ’na tortorata sur groppone

e ve metto de fora de la porta!

 

Guardate ’n po’ mannaggia san mucchione                        5

si che s’ha da vedè! – Pe’ falla corta,

ve torna mejo assai sor cianca storta

a pià quarche dun’antra direzione!

 

Potete comincià puro a scordavve

de li quatrini, intanto ’un ve do gnente,                        10

manc’un sordo, ve possin’ammazzavve!

 

Nun ce venite a fà la gatta morta!

Ma nun ve vergognate de la gente?

Ve possin’ammazzavve ’n’antra vorta!…

Lettra uperta a un creditore: sta in I, 6 – 6-7 Giugno 1902. Sonetto, schema: ABBA BAAB CDC EDE. Vs. 5 san mucchione il Chiappini (op. cit.) spiega semplicemente: “Santo immaginario (a cui si può imprecare senza peccato).” Vs. 7 il vocativo sor cianca storta non è inserito tra virgole. Vs. 8 quarche dun’antra anziché la forma sintetica maggiormente diffusa. Direzione anziché col raddoppiamento come raggione al vs. 2. Vs. 10 do anziché do probabile refuso.

Da que’ la vorta (A. Casali)

Il Possenti (op. cit. vol. I, pag. 289) ci riporta la seguente notizia: “1879 – ? Tipografo. Autore premiato di canzoni per San Giovanni. Collaboratore, nel primo ventennio del 1900, nei periodici «Marforio», «Frugantina» e «Rugantino», nonché nei quotidiani «Il Messaggero» e «Il Giornale d’Italia».”

Te n’aricordi? – Stamio immezzo a ’n prato

a sede sopra a l’erba tenerella.

Tu me tienevi stretto, abbraccicato,

io te baciavo su la bocca bella!

 

Ma intanto che godemio er paradiso                                    5

e come regazzini se rideva,

propiamente ner mejo, all’improviso,

vedessimo ’na vacca che cureva.

 

Vedenno che vieniva lì da noi,

te mettessi a strilla: «Madonna mia!                                    10

Come famo? Aiutatece un po’ voi!»

E ce toccò de botto a scappà via.

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Da que la vorta, nu lo sò perchè,                                     15

quanno vedo ’na vacca penso a te!…

Da que’ la vorta: sta in I, 5 – 3-4 Giugno 1902. Quattro quartine di endecasillabi (in realtà la quarta è incompleta; si potrebbe ipotizzare la chiusura con una coppia di endecasillabi, escludendo l’assenza di altri due versi, per cui il computo ne conterebbe 14 anziché 16), schema: ABAB… Vs. 1 immezzo è la forma alternativa e più frequente di i’ mezzo che si trova in altri luoghi.Vs. 10 strilla probabile refuso per strillà. Vs. 15 probabile refuso per so. Que la è scritto diversamente rispetto al titolo, probabile refuso.