Verità – A. Gioia

Alfredo Gioia. 1874-1933, idraulico, collaborò anche a «Er Conte Tacchia» e a «Rugantino» (il Possenti non dà invece notizia della sua collaborazione al «Marforio» (Possenti, op. cit. vol. I, p. 379).

È mezzo giorno, e giù pe’ porta Pia,

Giulio er facocchio e Nino er SAGRESTANO

stanno a litigà drento l’osteria

co’ tanto de cortello uperto in mano!

 

La gente aridunata pe’ la via                                                5

cerca ’na guardia, che starà lontano

senza caricatura un par de mija

Mentre que’ le du berve piano piano.

 

S’infocheno de più. «Si tu ci hai core

je dice Giulio, eh sorte viè’ de fora                                    10

invece de sta lì tanto a discore.»

 

E come du pantere inferocite

s’attaccano pe’ strada a cortellate

tra l’urli de le donne impaurite.

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Er fatto, è fatto!… er corpo der facocchio

sta steso irrigidito sur serciato

er sangue score e forma un corpo d’occhio

che si lo guardi resti disgustato!…

 

Intanto le donnette fanno un crocchio                        5

ariccontanno er fatto com’è stato.

Du’ monichelle stanno li ’nginocchio

preganno per quer poro disgraziato.

 

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Doppo un par d’ora un bravo delegato

Come un avutomobbile a benzina                                    10

viè lì corenno tutto trafetato,

 

E pe’ fa er bullo aresta un po’ de gente

trattandola da boja e d’assassina…

e mette drento chi nu’ ne sa gnente!…

Verità: sta in I, 4 – 30-31 Maggio 1902. Coppia di sonetti, schema: ABAB ABAB CDC EFE e ABAB ABAB CDC EDE. Parte I, vs. 1 mezzo giorno invece di mezzogiorno. Vs. 2 facocchio, carrozziere, fabbricante di carri (Vaccaro, Vocabolario belliano, op. cit.). Vs. 8 Mentre la maiuscola è probabilmente refuso, così come il punto in fine verso.

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