Er panorama der Giannicolo (Parla un vetturino a un forestiere) – E. Giovannini

Guardi musiù s’affacci ar murajone,

Si vò vedè ’na cosa origginale,

Guardi che qui è la mejo posizzione

Pe’ gode la veduta generale.

 

Appunti, appunti bene er cannocchiale;                                    5

Quello è Castello… quello e’ ’r Cuppolone,

Quer palazzone grosso è ’r Quirinale

Er Tevere? – Laggiù que’ lo striscione…

 

… Che ne dice Musiù? – C’est très-joli!

Adesso già che a lei je piace tanto             10

Guardi da questa parte, guardi qui:

 

Questa è Reginaceli e lì, stii attento,

Lo vede è ‘r Manicomio? E quasi accanto

Tra questi due se trova er Parlamento…

Er panorama der Giannicolo: sta in I, 53 – 16 Novembre 1902. Sonetto, schema: ABAB ABAB CDC EDE. Vs. 1 musiù storpiatura dialettale del fran. monsieur. Vs. 9 Musiù con la maiuscola probabile refuso; très-jolie il trattino è forse fraintendimento del poeta.

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Verità – A. Gioia

Alfredo Gioia. 1874-1933, idraulico, collaborò anche a «Er Conte Tacchia» e a «Rugantino» (il Possenti non dà invece notizia della sua collaborazione al «Marforio» (Possenti, op. cit. vol. I, p. 379).

È mezzo giorno, e giù pe’ porta Pia,

Giulio er facocchio e Nino er SAGRESTANO

stanno a litigà drento l’osteria

co’ tanto de cortello uperto in mano!

 

La gente aridunata pe’ la via                                                5

cerca ’na guardia, che starà lontano

senza caricatura un par de mija

Mentre que’ le du berve piano piano.

 

S’infocheno de più. «Si tu ci hai core

je dice Giulio, eh sorte viè’ de fora                                    10

invece de sta lì tanto a discore.»

 

E come du pantere inferocite

s’attaccano pe’ strada a cortellate

tra l’urli de le donne impaurite.

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Er fatto, è fatto!… er corpo der facocchio

sta steso irrigidito sur serciato

er sangue score e forma un corpo d’occhio

che si lo guardi resti disgustato!…

 

Intanto le donnette fanno un crocchio                        5

ariccontanno er fatto com’è stato.

Du’ monichelle stanno li ’nginocchio

preganno per quer poro disgraziato.

 

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Doppo un par d’ora un bravo delegato

Come un avutomobbile a benzina                                    10

viè lì corenno tutto trafetato,

 

E pe’ fa er bullo aresta un po’ de gente

trattandola da boja e d’assassina…

e mette drento chi nu’ ne sa gnente!…

Verità: sta in I, 4 – 30-31 Maggio 1902. Coppia di sonetti, schema: ABAB ABAB CDC EFE e ABAB ABAB CDC EDE. Parte I, vs. 1 mezzo giorno invece di mezzogiorno. Vs. 2 facocchio, carrozziere, fabbricante di carri (Vaccaro, Vocabolario belliano, op. cit.). Vs. 8 Mentre la maiuscola è probabilmente refuso, così come il punto in fine verso.

Scienza positiva Tra marito ed un medico – A. Giaquinto

Ah sor dottor mio, me dia un consijo:

Io presi moje se’ o sett’anni fa,

Però siccome nun ciò avuto un fijo

Mi moje me sta sempre a tormentà.

 

In quanto a me, se sa, nun me ne pijo,                         5

Ma lei nun fa che piagne e sospirà,

J’ha presa ’sta smaniella, ’sto puntijo,

E nun c’è caso che la vo’ piantà!

 

Stà sempre inviperita nott’e giorno,

E dice sempre, pe’ canzonatura:                                    10

Tu sei un marito che nun vali un corno.

 

Dunque, j’ordini quarche medicina…

Je facci fa li bagni… o quarche cura

Sinnò vado a fenì a la palazzina!

 

Senta che deve fa caro signore:

La faccia mette a letto immantinente,

Doppo je dia da beve un thè bullente

E j’incominci a favellà d’amore.

 

Je dica ch’é ben fatta, seducente,                                    5

Ch’è la mejio de tutte le signore…

E ’nder mentre che ruzza e che discore

L’accarezzi e la baci de frequente

 

Ogni tanto je dia quarch’eccitante,

Presempio un cognacchino, ’na sciartrosa,                        10

Oppure una bottija de spumante.

 

E appena stà eccitata e in allegria

Lei sa che deve fà? – Dica, che cosa?…

… Me telefoni a me giù in farmacia.

Scienza positiva: sta in I, 28 – 22-23 Agosto 1902. Coppia di sonetti, schema: ABAB ABAB CDC EDE e ABBA BAAB CDC DED. Parte I, vs. 1 dia bisillabo. Vs. 13 fa forse refuso per fa (Parte II, vs. 1 e 13). Parte II, vs. 5 é probabile refuso per è. Vs. 8 non c’è punteggiatura. Vs. 10 sciartrosa, liquore fabbricato dai certosini francesi.

IN TRIBUNALE Interrogatorio di una guardia – A. Giaquinto

Allorquando arrestaste l’imputato

Egli vi minacciò? – Sicuramende.

Che vi disse? – Te piglia n’accedende

A te, e quanta pulenda sei magnato.

 

Il coltello l’avea sempre impugnato?             5

E comme lu’mbegnava a quel mumende?

A mezzanotta, signor prisidende,

Lu Monde de Piatà già sta ’nzerrato.

 

E la pubblica voce che diceva

Addò? – Dove, sul luogo dell’azione!             10

Lu loche a quella strata nun ce steva.

 

Ma cosa dite? Cosa affastellate?!

’I nu’ le saccia tanta ’nfurmazzione

Perché nu l’addomande al tillicate?

In tribunale: sempre in I, 10 – 20-21 Giugno 1902. Sonetto, schema: ABBA ABBA CDC EDE. Vs. 8 Monde de Piatà, n.d.a.: “Monte di Pietà”. Vs. 11 loche, equivoco comico: in abruzzese loche significa anche cesso (Gennaro Finamore, Vocabolario dell’uso abruzzese, Forni editore, Bologna 1967, prima ed. 1893, pp. 321). Vs. 13 ’I probabile refuso per I’. Vs. 14 tillicate, n.d.a: “Delegato”.

Tutti candidati! – A. Giaquinto

P’annà su a Campidojo, anticamente,

O bisognava vince ’na battaja,

O èsse un gran scenziato, un gran sapiente,

O un gran poveta celebre d’Itaja.

 

In oggi invece è tutto diferente,                                    5

Adesso ogni somaro appena arraja

Senza che sappi nè capischi gnente

Vo annà lassù de filo… e ce baccaja!

 

Ce vò annà l’orzarolo, er mercantino,

Er salumaro, l’oste, l’impiegato,                                    10

E insino er muratore e ’r vitturino.

 

Insomma quà, mannaggia er carettino,

’Sto poro Campidojo è diventato

Come la piccionara der Quirino!

Tutti candidati: sta in I, 8 – 13-14 Giugno 1902. Sonetto, schema: ABAB ABAB CDC CDC. Vs. 3 dialefe tra scenziato, un; scenziato probabile refuso per scienziato. Vs. 9 orzarolo, inizialmente venditore d’orzo, rappresenta la figura di chi vende un po’ di tutto, generi alimentari e non. Era una professione esercitata da gente proveniente dall’alta Italia e dalla Svizzera (Bernoni, op. cit.); mercantino, merciaio (Chiappini, op. cit.).