L’arabbiatura dell’oste – E. Francati

Eh, Cristo! Un’avventore che barbotta

Da quànno pija i’ mano la forchetta

E smagna, e soffia, e se lamenta e fiotta

Fino che nun se leva la sarvietta,

 

Come quer Cavajere, è una disdetta!                                    5

La pasta? Nonsignora è troppo scòtta

Er sugo? Manco a dillo, pare acquetta:

Abbòzza, abbòzza, un pover’omo sbòtta!

 

Entra è fà: cos’abbiamo? – LI SUPPRÌ

AR TELEFONO, fatti co li fili                                    10

De provatura – Li vole sentì?

 

Se li magna, poi dice: Non son boni!

Qui c’è l’inganno, dove sono i fili?

Che fili? So’ ar telefeno… Marconi!!

L’arabbiatura dell’oste: sta in I, 8 – 13-14 Giugno 1902. Sonetto, schema: ABAB ABAB CDC EDE. Vs. 3 fiotta, Piagnucola (Bernoni, op. cit.). Vs. 9 è probabile refuso per e. Vs. 10 co invece di co’ probabile refuso. Vs. 11 provatura, mozzarella fresca (Vaccaro, Vocabolario belliano, op. cit.). Vs. 14 telefeno, potrebbe trattarsi di un fenomeno di assimilazione vocalica postonica, possibile nel dialetto romanesco.

 

Pubblicato da

Valerio Cruciani

Valerio Cruciani, escritor, guionista, poeta, profesor. Italiano de nacimiento, español de adopción.

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