L’operaio che brinda allo Zar (Er Gattello)

Pseudonimo di Alfredo Cerroni (1869-1940), tipografo, collaborò a «Er Tresteverino», «Meo Patacca», «Er Marchese der Grillo», alcuni diretti da lui stesso; scrisse un romanzo intitolato La figlia del papa nero (pubblicato a puntate sul «Marforio») e gli venne rappresentata una commedia intitolata Roma misteriosa al Teatro Manzoni nel 1912. Pubblicò due volumi: La cedibbilità der quinto – Lunario pe’ li strozzini (1899) e Satira e sentimento (1924), con prefazione di Ettore Veo (Possenti, op. cit. vol. II, p. 637).

Seconno quer che dice tanta gente

e che se legge puro sur giornale,

lo Zare, in Russia, ’n de la capitale,

ha ricevuto er popolo pezzente.

 

E lì ’na commissione, francamente,                                    5

j’ha esposte le lagnanze generale,

e poi c’è stato puro un manuvale

che ha brindato a lo Zar bono e sapiente.

 

Quer c’àbbia detto nun se sa de certo,

ma se po’ immagginà, corpo d’un cane,                        10

che j’ha cantato un ritornollo scerto

 

che diceva accusì: Fior de limone,

viva lo Zare che pe’ fà der bene,

ha scurito la fama de Nerone!

L’operaio che brinda allo Zar: sta in IV, 285 – Sabato 4 Febbraio 1905. Sonetto, schema: ABBA ABBA CDC EDE. Vs. 11 ritornollo probabile refuso per ritornello.

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Cinematografo a projezione animate! IV (Er Duchino)

Pseudonimo di Luigi Benvenuti (1872-1919), fu impiegato e anche attore. Collaborò anche a «Rugantino», «Ghetanaccio de Borgo», «Il Messaggero». Nel 1902 pubblicò un poemetto in sestine intitolato Pe’ Trestevere (Possenti, op. cit. vol. I p. 78).

Te pare da vedè villa Corsini!…

È matina abbonora; da un viale,

tre signorine assieme a du’ paini…

sbucheno fora… imboccheno er piazzale,

 

e… sotto l’ombra poi de certi pini…                                    5

fanno tappa!… Lì, scarteno un giornale

co’ drento: ciambellone e bruscolini…

spartischeno er filone… in parte uguale…

 

poi, senza cerimogne e nè reprìca

je danno sotto a chi se fà più onore,                                    10

de nun lassacce manco ‘na mollica!…

 

’Nder mentr poi ch’er diggiunè stà ar frutto…

’na signorina, smiccia er genitore

e, come un lampo, sciiiiiiii sparisce tutto!

(Continua)

Cinematografo a projezione animate!: sta in I, 37 – 23-24 Settembre 1902. Sonetto, schema: ABAB ABAB CDC EDE. Il sonetto è numerato, ma in realtà non ho trovato né precedenti né prosecuzioni di questa rubrica. Vs. 2 viale trisillabo. Vs. 3 paini trisillabo, paìno è il giovinotto borghese che veste alla moda, elegante e cortese; in senso ironico significa anche “bellimbusto”. Vs. 9 e forse è refuso. Vs. 11 de probabile refuso per da. Vs. 12 mentr refuso per mentre. Purtroppo non sono riuscito ad identificare il film di cui sta parlando l’autore.

La posta elettrica (T. Della Bitta)

Ho letto giorni fa sur Messaggero,

Che un piamontese, un ingegnere dotto

Vò fa’ ’na posta sopra ar fir de fero

Che cammini per aria tutt’a un botto.

 

E’ un ritrovato che te dà pensiero;                                    5

Un guasto ar meccanismo, un filo rotto,

E allora casca bene pe’ davero

Quer disgraziato che se trova sotto!

 

Intanto mò s’ha da stà poco in gamme

Pe’ nun pijacce quarche intruppatura                                    10

De legni, d’automòbbile e de tramme!

 

Cusì ciamancherebbe puro questa,

 

Da camminà ’gni sempre co’ paura

Che t’arivi la posta… ’nde la testa!

La posta elettrica: sta in I, 47 – 26 Ottobre 1902. Sonetto, schema: ABAB ABAB CDC EDE. Vs. 13 paura trisillabo.

 

Lo sport de la marchesa (T. Della Bitta)

1879 – ? Negoziante, collaborò anche al «Messaggero» (Veo, Poeti romaneschi, op. cit.).

La marchesa Bucioni cià la smagna

De fà tutti li SPORTI: er FOTTEBBALLO,

Er LAVESTENNE… e per annà a cavallo,

Nun se trova davero la compagna!

 

Adesso poi pe’ via de ’sto gran callo,                        5

Sta cor marchese a villeggià in montagna,

Le strade ce so’ brutte; e lei se lagna,

Che lì er cavallo è inutile a portallo.

 

Cusì, dice ar marito: Amico caro,

Pe’ ste stradaccie quì, a salita e scenta,                        10

Vojo provà lo SPORTE der somaro!

 

Er marito bisogna c’acconsenta,

Perchè mo a quella lì, lo vede chiaro,

Solo er somaro la po’ fà contenta!

Lo sport de la marchesa: sta in I, 23 – 5-6 Agosto 1902. Sonetto, schema: ABBA BAAB CDC DED. Vs. 10 ste invece di ’ste, forse refuso, così come al vs. 13 mo senza accento.

Oh popolaccio (C. D’Ottavi)

Oh, popolaccio lacero e pezzente

Che nun conoschi manco si sei nato;

Perché si se presenta un cannitato,

Lo manni su ar potere com’è gnente?

 

Nun guardi si è ’na spia, un dilinquente,                        5

O puramente u’ ladro appatentato,

Abbasta che te sfragna solamente

Che vie subbito eletto e scappellato!

 

Lo so che a te la fame te s’impippa

E, anzi giusto pe’ ’sta cosa qui,                                    10

T’attaccheressi ar fumo de la pippa…

 

Però, que li dù sordi che te danno

Lo sai si pe’ che t’ànno da servì?

Pe’ sbavijacce tutto quanto l’anno!!!

 

Oh popolaccio: sta in I, 11 – 24-25 Giugno 1902. Sonetto, schema: ABBA ABAB CDC EDE. Vs. 5 dialefe tra spia, un. Vs. 7 sfragna, basta che versi qualche soldo (Chiappini, op. cit.). Vs. 8 vie probabile refuso per viè.

[1] Ti ricopre, ti offusca i sensi (Chiappini, op. cit.). Vs. 14 sbavijacce,sbadigliare in continuazione, probabilmente per la fame e per le poche energie, ma anche per la noia dovuta al lavoro che non c’è (Chiappini, op. cit.).

A proposito de li scheletri trovati a la Rotonna (M. D’Antoni)

Ammappeli e che straccio de corata

che ciaveveno que’ li du’ norcini:

attaccaveno l’ommeni a l’ancini

come se fa a ’na bestia macellata.

 

La carne umana doppo stritolata                        5

l’insaccaveno, e li, que’ l’assassini

faceveno sarcicce, codichini,

vennennola pe’ carne prelibbata.

 

Saranno stati boja anticamente

a mettese a insaccà la carne umana:                        10

però so’ più bojaccia ’nder presente.

 

Perchè mò ce sò certi amico caro,

che ar posto de’ la carne un po’ cristiana,

Ce schiaffeno er cavallo cor somaro!!

A proposito de li scheletri aritrovati a la Rotonna: sta in IV, 308 – 1 Luglio 1905. Sonetto, schema: ABBA ABBA CDC EDE. Anche il Delli (op. cit., p. 832) conferma la notizia circa l’uso di alcuni macellai, che lavoravano nel mercato che sorgeva di fronte al Pantheon, di trattare carne umana per i propri prodotti. Vs. 3 ancini, ganci da macelleria, uncini.

Er bastone… sedia (M. D’Antoni)

Un certo sor Giuvanni Leccamano,

ha fatto mo a Ginevra ’n invenzione

che poi formà ’na sedia co’ un bastone

e poi portallo tutto er giorno in mano.

 

Lo vo fa crompà a tutti piano                                    5

così da’ regazzino ar più babbione

ce ponno improvisà un ber sedione

e lì… sdrajasse mejo d’un surtano.

 

Questa invenzione è robba da nun crede

sortanto pe’ la gran commodità                        10

che ciavrà l’omo pe’ mettesse a sede.

 

’Na vorta se diceva pe’ scherzà:

«Ma vatte a mette a sede s’un bastone»

Adesso invece ognuno ce po’ annà.

Er bastone… sedia: sta in II, 121 – 11 Luglio 1903. Sonetto, schema: ABBA ABBA CDC DBD. Vs. 2 mo anziché mò, probabile refuso. ’N invenzione senza apostrofo, probabile refuso. Vs. 5 ipometro; posso supporre la mancanza di un altro avverbio piano rafforzativo dell’altro. Vs. 7 dialefe tra improvisà un. Vs. 11 mettesse invece di mettese sposta l’accento avanti di una sillaba; potrebbe trattarsi sia di refuso che di scelta poetica.