La prima poesia (C. Crescenzi)

1867-1916, impiegato, particolarmente affezionato a temi semplici, quasi patetici, collaborò anche al «Rugantino» e pubblicò alcuni volumi: Parole der côre (1899), Un po’ de sentimento (1901), Sonetti romaneschi (1904) (Possenti, op. cit. vol. I, p. 311).

I

Annavo sempre a vede ’n ber visetto

P’ispiramme, pe’ scrive quarche cosa:

ma appena cominciavo a fa ’n sonetto

lo dovevo strappà: robba nojosa.

 

L’occhi neri, li denti, er sorisetto,                        5

trecce d’oro, labbrucce color rosa,

nun me daveno mai nessun soggetto

pe’ fa ’na strofa nova un po’ graziosa.

 

Ma ’n giorno mentre stavo all’osteria,

mezzo sbronzato a fa ’na passatella,                        10

ecchete ch’entra drento mamma mia.

 

Me se mise vicino e quieta quieta,

colle lagrime all’occhi, poverella,

me guardò fissa… e diventai poeta!

 

II

Je feci un ber sonetto in un momento

co’ tutto er core mio, co’ la passione

e quanno je lo lessi m’arimento,

me dette p’arigalo un ber bacione.

 

Je scrissi che mutavo sentimento                        5

pe’ formamme ’na bona posizione,

ch’a forza de lavoro e de talento

J’avrei dato ’na gran consolazione.

 

E ’nfatti, grazie a Dio, accusì è stato:

do ’n’ajuto a la mejo a mamma mia.                        10

e godo si pe’ lei ho faticato.

 

E mo, dopo un boccone, certe sere,

che je dico la prima poesia,

la pòra vecchia piagne dar piacere!

La prima poesia: sta in I, 3 – 27-28 Maggio 1902. La poesia è preceduta da una piccola nota redazionale: “Con questo numero entra a far parte dei collaboratori il bravo e gentile poeta Cesare Crescenzi. I lettori ci saranno grati di tale acquisto poiché il Crescenzi è uno pei [sic] più forti poeti romaneschi di stile sentimentale e patetico.” Si tratta di due sonetti, schema: ABAB ABAB CDC EDE. Parte I, vs. 3 fa anziché fà, forse abitudine del poeta (cfr. vs. 10). Vs. 10 passatella, gioco da osteria, consiste nel far girare dei bicchieri di vino tra i giocatori a seconda del volere di chi guida il gioco (Vaccaro, Vocabolario belliano, op. cit.). Vs. 14 poeta trisillabo. Parte II, vs. 3 m’arimento per sintesi tra me rammento, mi rammento, mi ricordo. Vs. 9 Dio bisillabo. Vs. 12 mo anziché mò.

Pubblicato da

Valerio Cruciani

Valerio Cruciani, escritor, guionista, poeta, profesor. Italiano de nacimiento, español de adopción.

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