Er medico e l’avocato (V. Cecchetti) – I e II

1894-1914, idraulico, pubblicò molti lavori anche su «Rugantino» e su «Er Conte Tacchia». Pubblicò a dispense una raccolta di versi intitolata Poesie satiriche romanesche presso la Tipografia Romana nel 1904, con l’introduzione di Enrico Sernicoli (Er Boccio). Era conosciuto come un portentoso improvvisatore di versi, ma dovette sempre confrontarsi con le difficoltà economiche legate alla sua classe sociale (Possenti, op. cit. vol. I, p. 295). Inoltre Ettore Veo, in Roma popolaresca, Optima, Roma 1929, pp. 73-79 dà altre notizie del Cecchetti: fu chiamato a collaborare al «Marforio» dallo stesso Raponi, che lo pagava quindici centesimi a poesia, data la sua fama tra il popolo di Trastevere. Sappiamo inoltre che ha collaborato a «Ghetanaccio de Borgo» e a «Marchese der Grillo».

So’ due che come smicceno er merlotto

che c’è d’affonnà er dente, frater caro,

je danno giù per brio senza ripparo

che pe’ loro te dico è un terno a lotto!

 

Er medico, presempio, je da sotto                                    5

ci trova n’ammalato mijonario.

Quanto pija la penna e ’r calamaro

e le ricette voleno de botto.

 

E a forza de purganti l’ammalato

te lo fa stà quanto je pare a letto                                    10

e ’gni giorno aripete: Ha mijorato.

 

O che ce sia er male, o nun ce sia,

te consola cor solito giochetto

e poi fa a mezzo co la farmacia.

 

II

’Gni visita che fa meno che sìa

dieci lire, e ne fa più d’una al giorno,

de l’ammalato nu j’importa un corno

anzi daje a’ llongà la malattia;

 

Quanno presempio lui se ne va via                                    5

dice vado un momento, poi aritorno;

quanno aritorna – verso mezzogiorno

so n’antre dieci lire… e tira via!

 

L’ammalato all’opposto tutto ansioso

je fa: Dottore m’arzo un poco in piede?                        10

Ohibbò lei ha bisogno di riposo.

 

Cusì, si l’ammalato nun ha gnente

pe’ la pavura de morì, la crede,

e po’ esse che mori d’accidente!

Er medico e l’avocato: sta in I, 26 – 14-15 Agosto 1902. Quattro sonetti, schema: ABBA BAAB CDC EDE i primi due, ABAB BABA CDC EDE il terzo e ABAB ABAB CDC EDE il quarto. Nel titolo la forma scempia di avocato risale al Belli. Parte I, vs. 1 smicceno il Bernoni (op. cit.) dà questa definizione: “Corrisponde perfettamente a sbirciare italiano.” Vs. 3 per brio il Vaccaro (Vocabolario belliano op. cit.) spiega che è il modo per esclamare Dio! Vs. 6 ci probabile refus per si. Vs. 12 dialefe dopo male. Vs. 14 co probabile refuso per co’. Parte II, vs. 5-8 rima identica. Vs. 11 dialefe dopo lei. Vs. 14 dialefe dopo po’. Mori potrebbe trattarsi di un improvviso passaggio alla seconda persona per coinvolgere il lettore, ma non è esclusa l’ipotesi del refuso per more.

Pubblicato da

Valerio Cruciani

Valerio Cruciani, escritor, guionista, poeta, profesor. Italiano de nacimiento, español de adopción.

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